Farnsworth: il ragazzino prodigio che inventò la tv

Farnsworth: il ragazzino prodigio che inventò la tv

A San Francisco, città che celebra i pensatori originali, i geni non sono mai mancati. Sicuramente saprai di dover ringraziare Steve Jobs, cresciuto a qualche chilometro da qui, per il tuo computer o il tuo telefono. O Jack London, per i sogni della tua infanzia. O Robin Williams, per le risate.
Ma forse non sai che dietro le ore passate davanti allo schermo a guardare una puntata dietro l’altra di Narcos c’è un genio incompreso degli anni ’30, Philo T. Farnsworth.
Mai sentito? Tranquillo. Persino Walter Isaacson, ex numero uno della CNN, l’ha definito “la persona più influente e meno conosciuta del Novecento”. La sua storia è una delle più affascinanti del secolo scorso e parte dai campi di grano dell’Idaho per arrivare ai sentieri alberati di Telegraph Hill…

Philo è solo un ragazzino di 14 anni quando ha l’idea di costruire un trasmettitore di immagini mentre ara i campi di grano del padre. Dove tutti noi vediamo solchi paralleli nei campi, lui vede invece la parte più piccola di un’immagine che può essere trasmessa e ricomposta altrove. Quest’idea diventa l’ossessione della sua vita, tanto da confessare alla neosposa Pem: “Pemmie, devo proprio dirtelo. C’è un’altra donna nella mia vita, e si chiama televisione.”

Mentre lavora in un’associazione per raccolte fondi in Utah, arriva il colpo di fortuna: conosce George Everson, investitore californiano che coglie le potenzialità di questo ventunenne e lo spedisce con 25.000 dollari in un laboratorio a San Francisco, a Telegraph Hill.

Philo T. Farnsworth a San Francisco

Certo, Philo si aspettava un laboratorio all’avanguardia in cima alla collina, dove potesse lavorare libero dall’intralcio dei cavi elettrici. Invece si trova al secondo piano di un edificio anonimo in Green Street, che ospita al piano terra un rivenditore di tappeti e un garage.

Ma Farnsworth è un giovane uomo di talento, e il 7 settembre 1927 compie il suo miracolo: riesce a trasmettere una linea da una stanza all’altra. “Ecco a voi, signori” – dice al suo assistente e alla moglie, che ha sempre lavorato con lui – “ecco a voi la televisione elettronica”.

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San Francisco, 1929 – L’inventore Philo T. Farnsworth e la sua televisione – ©Bettmann/CORBIS

Solo due anni più tardi riesce già a trasmettere le immagini a un chilometro di distanza, ed è ormai diventato uno scienziato famoso. Guglielmo Marconi è tra i suoi ospiti in quegli anni, insieme ai pionieri del cinema Mary Pickford, Douglas Fairbanks e Charlie Chaplin, che vedevano in quell’invenzione un possibile terremoto per il business della loro United Artists.

L’ospite più pericoloso, però, è un scienziato che va a trovare Farnsworth apparentemente interessato ai progressi del collega. Philo non ha idea che questo è in realtà al soldo di David Sarnoff, il presidente della RCA, che in quegli anni è ossessionato dall’idea di rendere la televisione un prodotto commercializzabile. Gli mostra quindi tutto ciò su cui sta lavorando.

Qualche tempo dopo, Sarnoff offre 100.000 dollari a Farnsworth per comprare tutti i suoi brevetti. Lo scienziato è però un uomo fermo e orgoglioso, e sa bene che quelli sono spiccioli in confronto al suo lavoro. Rifiuta l’offerta. Sarnoff la prende bene, e nel 1934 lo porta in tribunale contestandogli 14 brevetti. L’autorità, però, dà ragione a Farnsworth e costringe la RCA a pagare 1 milione di dollari per il diritto a sfruttare le sue invenzioni.

Sarebbe una storia a lieto fine, se non fosse che Farnsworth è ormai già vittima di depressione e alcolismo, e morirà povero e dimenticato da tutti trent’anni più tardi.

L’eredità a Telegraph Hill

Ma che cosa è rimasto, oggi, di quel laboratorio che ha attratto gli scienziati e le celebrità più famose dell’epoca, di quella Telegraph Hill operaia e artistica? Al 202 di Green Street, in un finale che sembra appropriato alla storia, oggi c’è una società di produzione televisiva che ha dedicato ogni stanza a una persona importante della vita del grande inventore. Inoltre, il complesso è diventato Luogo di interesse storico nel 1971, anno della morte di Farnsworth.

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202 Green Street (foto di NoeHill)

Pem si lamentava costantemente con il marito per il suo voler rimanere nell’ombra. “Ci penseranno gli storici”, rispondeva lui, e continuava a lavorare come un pazzo e a sfoggiare le sue grandi doti di ballerino durante le feste che organizzava nel weekend. Aveva ragione: in occasione della sua consacrazione come inventore della televisione, Pem ha ritirato l’Emmy in suo onore nel 2002.

 

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